Wednesday, June 23, 2010

La Regione Campania e le banche italiane. Riflessioni dopo una vacanza. Episodio 3

Terzo episodio di riflessione dopo una vacanza in Italia. Gli enti protagonisti sono l'Università di Salerno, la Regione Campania ed un ufficio dell'Unicredit Banco di Roma. L'episodio si svolge in una sede dell'Unicredit, ma è necessaria una introduzione, del tutto assurda, a questa storia assurda. Una somma di assurdità insomma.

Nel Dicembre 2005 mi laureai in Economia Aziendale, 5 settimane prima di arrivare a Dublino. Un percorso di studi difficile, come per tanti coetanei e concittadini, anni trascorsi tra lavoro e studio per autosostenersi. durante gli studi, ogni anno, sin dal primo, son stato titolare non concesso della borsa di studio. Che significa?


Significa che in teoria avrei dovuto ricevere una borsa di studio perchè rispettavo i parametri che erano 2: un numero minimo di esami prestabilito ed il reddito familiare sotto un certo livello. La borsa però non l'ho mai vista, non c'erano i fondi per tutti gli aventi diritto. Ad inizio anno di solito gli idonei erano un centinaio nella mia facoltà, ma vi erano i fondi solo per i primi 30 grosso modo, messi a disposizione dalla Regione.

Inutile dire che in questi primi 30 c'erano delle persone che non avrebbero dovuto applicare per motivi di reddito. La fortuna vuole che a volte è facile nascondere il proprio reddito familiare. La sfortuna vuole che io fossi sempre 32esimo, 37esimo o giu di li nella graduatoria e perdessi la borsa ogni anno solo per qualche posizione. Tutto ciò a causa della mancanza di fondi. Se ci fossero stati i fondi tutti gli idonei avrebbero usufruito di questo piccolo aiuto dalla Regione.

Gli idonei non concessi avevano qualche privilegio tuttavia, un pasto al giorno alla mensa gratis e l'esenzione dalle tasse, divise in tre rate da pagare a Settembre, Dicembre e Marzo. A Settembre occoreva versare anche una somma alla Regione, 129 euro circa. Anche questa tassa era inclusa nell'esenzione con uno strano meccanismo. Occorreva pagare la rata, facendo la fila alla posta e poi fare un'altra fila alla segreteria dell'università per chiederne il rimborso. C'erano degli studenti provenienti da altre regioni che ovviamente abbandonavano l'idea, per via dei costi di trasporto.

Il rimborso arrivava di solito dopo alcuni mesi, con la sottrazione di 10 euro per un bollo incluso nei 129 euro e non rimborsabile.

I lati non logici del processo sono molti.
  1. Primo, perchè pagare, perdere tempo e poi dover chiedere il rimborso?
  2. Perchè occupare un dipendente della segreteria per raccogliere le domande,
  3. Perchè la Regione spende denaro per stampare i rimborsi e pagare la banca per il servizio e le poste per la spedizione dellàassegno?
  4. Perchè uno studente che si vede negato il diritto alla borsa di studio, con un reddito basso e quindi bisognoso di aiuto deve versare questa somma per poi ricevere il rimborso in un momento successivo? Non sarebbe più logico e meno costoso per tutti pagare solo il bollo o nulla?
Questa è la burocrazia italiana. Spreco di tempo, nervi e denaro.

L'ultimo anno di studi fui fortunato, i fondi arrivarono per tutti gli idonei. La prima tranche della borsa, un 25% circa mi fu versato dopo pochi mesi dall'inizio dell'anno accademico. Il resto dopo un anno, dopo la laurea.

Un'altra domanda sorge spontanea:
  • Perchè un istituto nato per supportare durante gli studi funziona in questo modo? I fondi dovrebbero essere versati prima della fine dell'anno, in modo da sostenere lo studente.
Risposta, la stessa di prima: questa è la burocrazia Italiana. Non funziona ed è ingiusta o è troppo lenta quando funziona.

La mia storia, anzi l'introduzione alla mia storia, non finisce qui, . Nel Dicembre 2009 mia madre mi telefona dicendomi che ho ricevuto una lettera dalla Regione. Mi chiede il permesso di aprirla, ovviamente le dico di si. Dentro c'è un assegno, un rimborso di 119 euro e rotti per la tassa Regionale dell'anno accademico 2004-2005. Gesu mio!!

  • Come mai dopo sei anni? Abbandono l'idea di investigare, abbandono anche l'idea di provare a chiedere gli interessi, visto che son passati sei anni. Mi concentro sulla riscossione.

Non mi ero ai reso conto di non aver ricevuto il rimborso per quell'anno accademico! Mi viene l'idea di scrivere una delega con tanto di fotocopia del mio passaporto e mandare un familiare in banca, ma non funziona. La banca non accetta, ritiro solo in persona, anche se uno dei miei familiare firmasse col sangue una dichiarazione di responsabilità.

Ho in piano di andare a casa durante il 2010, quindi mi rassegno, ci andrò io. La settimana scorsa sono stato a casa, mia madre mi consegna la lettera con l'assegno. Mi reco nello stesso ufficio bancario dove ero stato tante volte con i miei per pagare la rata del mutuo. Per strada incontro anche qualche amico ed il genitore di un cavese a Dublino. Fa caldo, ma per fortuna sono in motorino.

Entro in banca, non c'è fila, che fortuna! Un solo cliente è servito all'unico sportello funzionante. Son convinto di risolvere il tutto in pochi minuti. Stranamente l'attesa si fa lunga, conto i minuti, quando arriva il mio turno sono a 20 minuti. Resto calmo, sono in vacanza, nel pomeriggio ho in programma d'andare a Positano. Sorrido all'impiegata, le dico "buongiorno, ho un assegno per un rimborso dalla Regione". In Irlanda ricevo rimborsi ogni anno, mi reco in banca, e mi vengono versati tramite la carta Maestro sul mio conto. Immagino sia lo stesso anche all'Unicredit.

La signora guarda il rimborso come se fosse una reliqua di un extraterrestre, mi chiede se ho un conto con loro. La risposta è no. Mi spiega che non posso ricevere il rimborso, è necessario avere un conto in banca, non una qualsiasi, solo con la loro banca. Io sorrido, le spiego che ho un conto irlandese ed una carta Maestro, se il problema è la tracciabilità del denaro possono fare un trasferimento internazionale o un rimborso direttamente tramite la carta.

La signora ha dei dubbi, chiede ad un collega. Ci pensano per 10 minuti, poi decidono di farmi un favore, di chiudere un occhio e rimborsarmi in contanti, visto l'ammontare esiguo, 119 euro. Dal momento in cui sono entrato in banca son trascorsi oramai oltre 35 minuti, del rimborso ancora nessun avvistamento. Vengo sottoposto ad una serie di domande, mi rendo conto che sono pertinenti alla raccolta di informazioni per mandarmi comunicazioni di marketing, non hanno niente a che fare con il rimborso. Firmo una decina di liberatorie, tutte con la cella "autorizzo al trattamento dei dati per fini pubblicitari..." già ticcate in fase di stampa, completamente illegale. Firmo, tanto il numero italiano non lo utilizzo e non mi chiedono l'email, che invece controllo ogni giorno e preferisco tenere senza spam.

La signora non mi dice affatto il fine del processo, immette elntamente i dati nel pc, probabilmente una banca dati per il marketing. Io non ho voglia di fare storie, collaboro per avere il rimborso, saltare in sella al mio scooter e continuare le mie vacanze.

Fine della storia, dopo quasi 60 minuti ricevo il rimborso. Sessanta minuti miei, sessanta minuti per lei. Sei anni dopo, due file, una per il pagamento della tassa regionale, una per la domanda per il rimborso. Tutto questo per cosa?
Per versare i 10 euro di bollo alla Regione?

Mi sembra un processo senza senso ed estremamente improduttivo. Immaginate a livello nazionale quante ore, quante file, quanti francobolli senza un fine preciso potrebbero essere salvati, quante procedure potrebbero essere snellite? Immaginate una percentuale del PIL, 3%, 5%? Io credo anche di più, io credo che la burocrazia costi il 10% e più del PIL. Questi soldi, queste risorse, questo tempo potrebbero essere impiegati per produrre ricchezza reale, non una montagna di carte ed azioni senza tempo.

Non ditemi che in Italia si sta bene e che siamo tra i migliori d'Europa. Per favore risparmiatevi una figuraccia. Tutti siamo vittime della burocrazia, a cominciare dal giorno in cui nasciamo ed i nostri genitori ci registrano all'anagrafe. Ecco mi è venuta un'altra curiosità, conoscere questo processo.

Saluti da Dublino

15 comments:

bacco1977 said...

Mi pare la scena del film Banana Joe quando deve mettere il timbro epr la licenza di vendere banane.

La nostra burocrazia ci trascinera' come l'argentina.

Mezzos@ngue said...

E' una vergogna

pedro said...

se solo avessi tempo spiegherei come funziona, sul mio blog, l'iscrizione e lo studio universitario in rep ceka.

No iscrizione, università, istruzione libera per tutti dal ricchissimo al poverissimo.
I libri sono disponibili in biblioteca, l'universita mette a disposizione un mirabolante scanner che permette di trasformare in formato elettronico i libri.
Burocrazia quasi assente, docenti contattati via email, che rispondono in giornata, esami e voti pubblicati sul sito dell'università (ogni studente ha un login personale d'accesso).
ed altro...
parlo di università statali, mica private!
purtroppo la mia ragazza farà l'erasmus in italia, le sono venuti già i capelli bianchi...

Mezzos@ngue said...

Pedro se fai un post avvertimi. Dal tuo commento si capisce molto tuttavia. Funziona bene. Mi dispiace per la tua ragazza!

bacco1977 said...

Ma guarda pedro,. Fisciano e' quasi una vergogna nazionale, sia per ricerca, burocrazia, clientelismo, qualita' dei laureati e servizi.

Pero' gia' a milano, anche io faccio tutto online.

Mezzos@ngue said...

Potevo fare anche io delle cose online a Fisciano per quando c'era un problema erano "uccelli amari", occorreva andare in segreteria e soffrire. Un anno ci fu un problema, non ricordo cosa fosse, le file duravano anche 8 ore, occorreva prendere il numero. Fu uno scandalo. Non riesco a ricordare il motivo.

TopGun said...

@ Mezzos@ngue.

e certo che sono volatili per diabetici, tu vuoi la burocrazia Svedese.
sei troppo pretenzioso ragazzo mio, lasciatelo dire.

a chi mi dice che andare via non serve a niente, io risponderei che se andiamo via tutti....come cazzo li pagano gli stipendi di clientela i politicucci nostri belli?

@pedro, la Cecoslovacchia e oggi la Rep. Ceca, non è mica uno staterello così.
ha una storia ricchissima, sarei curioso di vedere gli atenei Cechi in posto stanno nel ranking internazionale.

scannerizzare i libri....da noi molti prof se ne fregano e ti dicono pure, in maniera molto umana, dove trovare le fotocopie.

altri esigono il libro originale.
indovinate scritto da chi...

Mezzos@ngue said...

TopGun, la burocrazia Svedese è un sogno, basterebbe il livello medio europeo! Qui tra l'altro non si parla tanto di burocrazia ma di veri e propri labirinti creati senzza un senso! E che cazz!

TopGun said...

un senso ce l'hanno.
creare un potere.

le cose non possono essere lineari e trasparenti.
sennò poi non c'è più potere.

in Svezia se non hai variato il reddito, le tasse le paghi con un sms....

Marco said...

1 - L'Universita' si prende i soldi delle tasse, e li restituisce dopo mesi/anni, per guadagnarci sugli interessi (dato che i tuoi soldi vengono depositati sul conto corrente dell'Universita').
Dicesi "finanza creativa", e non e' stata inventata in Italia...

2 - Non so le banche in Irlanda, ma qui in Germania la mia banca (HypoVereinsBank, gruppo UniCredit...gli "italiani merdaioli" si sono comprati la terza banca Tedesca, e stavano per comprarsi la Opel) mi permette di versare sul mio c/c assegni in Euro emessi da banche di altri paesi, anche se ci vogliono 5 settimane per avere i soldi disponibili. Ma sempre meglio che dover prendere un aereo...

Mezzos@ngue said...

Io la chiamerei finanza "inculativa" Marco ;). Non ho mai cambiato un assegno di una banca estera a Dublino, la prossima volta ne avró uno proveró. Certo che é una gran bella differenza di servizio!

Vincenzo said...

che vergogna

la potete togliere sta word verification ?

Mezzos@ngue said...

Enzo non fare il pigro, sono 5 o 6 tasti da digitare!

Gabriele Massari said...

Io ho versato un assegno "banco di sicilia" nel mio conto irlandese AIB

Bastava che fosse segnato il mio nome e l'importo in euro.E' stato versato nel conto il giorno stesso.

Mezzos@ngue said...

Grazie Gabriele. La prossima volta mi ritrovo in una situazione simile mi faccio spedire l'assegno e mi recherò in una sede della mia banca, AIB, di sicuro saranno di aiuto!

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