Monday, June 21, 2010

L'aeroporto di Napoli. Riflessioni dopo una vacanza. Episodio 1.

Rieccomi dopo un lungo periodo di pausa, sono di nuovo a Dublino dopo un bel periodo di vacanza. Ho intenzione di scrivere un paio di post ispirati ad episodi poco piacevoli avvenuti durante questa pausa, trascorsa in parte in Italia. Questo è il primo, teatro dell'azione è l'aeroporto internazionale di Napoli, dove mi son recato la settimana scorsa per prendere il mio volo di ritorno verso Dublino, collegata a Napoli da Aerlingus per 6 mesi all'anno, 5 giorni a settimana.

Sorgerà spontanea la prima domanda: "Che cosa intendi dire con collegata a Napoli per 6 mesi all'anno? Come ritorni a casa al di fuori di questo periodo?"

Risposta: mi arrangio.

Eh si, Napoli, una grande città italiana, capoluogo di Regione della Campania che conta 6 milioni di abitanti, non è collegata tutto l'anno a Dublino, uno degli aeroporti con più passeggeri d'Europa. L'Alitalia offre il collegamento con almeno 3 scali e prezzi da crociere ai Caraibi, ridicolo.

La maledizione della nostra terra ci segue ovunque andiamo. Noi giovani campani emigrati per fare carriera dopo l'università siamo costretti a pagare a caro prezzo un volo per far ritorno a casa dalle proprie famiglie, visto che un volo per Napoli costa sempre almeno il doppio di un volo verso Milano, e per gran parte dell'anno dobbiamo affrontare lunghi viaggi in treno perché la nostra bella Partenope non è sempre coperta da voli diretti a tutte le maggiori città europee.

Lo scalo di Napoli è troppo piccolo e troppo oneroso per le compagnie, il che si riflette in prezzi relativamente alti e mancanza di collegamenti durante alcuni mesi dell'anno. Il maggior costo non apporta una esperienza di qualità superiore. Sono oramai rassegnato al fatto che ogni volta che prendo un aereo da Napoli ci siano sempre degli inconvenienti.

Voglio raccontarvi la mia ultima esperienza. Il mio volo era previsto per le 12:40, alle 10:30 ero già in aeroporto. Con piacere noto che la struttura è stata riammodernata, ma non sembra siano stati aggiunti banchi per il check in. Pazienza. Controllo sugli schermi, il check in per il mio volo si effettua ai banchi 37 e 38. La coda è enorme, va ben oltre la normalità e stenta a muoversi, anzi continua a crescere. Ci rendiamo conto che il check in 38 ha problemi con il nastro trasportatore dei bagagli. Accadde lo stesso nel luglio 2009 quando stavo ritornando a Dublino dopo le mie vacanze.

Dopo un'ora di coda vedo ancora un terzo della coda davanti a me, l'operatrice sembra nervosa, comincia ad urlare al telefono, probabilmente con i tecnici. Il nastro si ferma completamente, viene qualcuno addetto ai servizi tecnici dell'aeroporto e le consiglia di pesare le valigie sul nastro del check in 37, quello della sua collega. Sono uno affianco all'altro. Lei si rifiuta. Prende la sua minuscola borsetta, dice alla povera donna in fila "sorry it's closed" e se ne va sculettando a testa alta.

L'impiegata al check in 37 diventa rossa, chiede scusa per il comportamento della sua collega ed offre di accettare a turno i clienti di entrambi le file. Una persona molto gentile.

Ci sono due punti su cui riflettere.

  1. Il primo riguarda i problemi tecnici dello scalo, gli investimenti in infrastrutture. Come è possibile che d'estate, quando l'aeroporto è sovraffollato, ci siano check in rotti o scanner per i bagagli a mano non funzionanti? Sarà per mancanza di denaro per le riparazioni o l'acquisto dei macchinari? Eppure le tasse sono alte e lo scalo funziona a massima capacità per gran parte dell'anno. Dove vanno a finire tutti questi soldi? I soliti ottimisti dicono che le cose migliorano, infatti nel 2006 c'erano pochissimi scanner, la settimana scorsa ne ho visti almeno il doppio rispetto a 4 anni fa, ma perchè il consumatore deve aspettare e vivere disagi? Un turista che in patria racconta di un'esperienza poco positiva non è di certo una buona pubblicità per la Campania. Non siete daccordo? Ed il cittadino campano che ha bisogno della struttura per far ritorno a casa non ha nessun diritto ad un servizio decente?
  2. Punto due, l'educazione e la professionalità dei lavoratori nelle struttre di erogazione di servizi pubblici e non ed in particolare nel settore dei trasporti. Il livello di educazione e cordialità è imbarazzante. Ci sono le gemme nascoste, coloro che lavorano con professionalità e passione per il cliente, ma tanti sono sgorbutici, arroganti, poco professionali e senza un'etica. Il consumatore è la vittima finale del disservizio, pur essendo colui che paga ed apporta il denaro per pagare gli stipendi, anche per quelli che come la signorina protagonista dell'episodio sono indifferenti nei confronti del consumatore.
Tutti i politici sono daccordo, il Mezzogiorno deve puntare sul turismo, ma una volta eletti non si preoccupano di cambiare questo degrado. Manca la mentalità del servizio al consumatore. E' questo quello che deve cambiare, la cultura. Anche i cittadini devono cambiare, ci sono i maleducati anche tra i consumatori italiani. Mentre ero in coda ho assistito ad una scena in bilico tra il ridicolo e l'assurdo, da film comico e tragico allo stesso tempo, che racconterò in un altro post con un breve racconto.

L'aeroporto di Napoli è troppo piccolo per una regione come la Campania, ed è mal gestito. I banchi per il check in sono pochi, probabilmente cinquanta o sessanta. Ci sono altri due aeroporti che potrebbero servire la regione, Grazzanise e Salerno Costa d'Amalfi. Quest'ultimo stenta a decollare, pur essendo la struttura aperta al pubblico ed alle offerte degli operatori privati e l'area mal servita da Capodichino, vista la distanza, la saturazione e gli alti costi. Insomma esiste la domanda, ma non si vedono aerei atterrare e nemmeno decollare. Anche questo è dovuto alla mentalità, in questo caso del mondo politico che crea ostruzionismo e non ha rispetto per il consumatore, nella fattispecie il cittadino.

Negare un servizio che portebbe a tanti vantaggi per il territorio per il semplice fatto che a qualcuno a Napoli non fa piacere che il traffico venga dirottato verso un altro scalo è un sopruso ed una negazione di un diritto fondamentale, quello della giustizia.

Non sono tornato dalle ferie depresso, anzi, molto carico. Ho avuto delle ottime vacanze, ma come sempre rifletto su ciò che vedo. Ho vissuto molti anni in Italia e so come vanno le cose. Io non vedo dei miglioramenti, eppure sui giornali leggo tutti i giorni notizie come queste . Si continua a dire che l'Italia sia tra le nazioni più ricche e forti d'Europa. Queste dichiarazioni a me suonano come quelle di Saddam quando continuava a dire in televisione che gli Americani stavano perdendo ma in realtà i carri armati erano a 3 kilometri dalla città.

Buona riflessione

8 comments:

Mezzos@ngue said...

Dimenticavo, ho eseguito il check in alle 11:55, dopo quasi 100 minuti. Il tempo medio in ogni altro volo che affronto durante l'anno è 10 minuti. Volo almeno 6 volte all'anno.

TopGun said...

brutta storia.

Capodichino è il fiore all'occhiello dello schifo nostrano.
Perché intorno c'è stato un fiorire abusivo di case e quindi non può essere ampliato.
un peccato perché la posizione è anche buona.
non lontano dal centro, vicinissimo all'autostrada.
facilmente raggiungibile in auto o in taxi.

se non c'è traffico l'autobus 3s che va dal porto all'aeroporto è efficiente,SE non c'è traffico.

l'impiegata alcheck in forse non è andata via per scortesia ma perché non l'hanno messa in condizioni di lavorare bene, chi sa.

vero è che l'aeroporto di una città così popolosa come Napoli, che è circondato da molte città che vanno dai 20k ai 60k cittadini...dovrebbe dare di più.

ti sfido a fare un giro all'eroporto Shavsta nella culonia Svedese...
posso solo immaginare cosa sia Arlanda.

per correttezza, bisogna dire che nemmeno gli aeroporti di Roma ne tanto meno il famigerato Malpensa stanno messi meglio.
ho paura a dire che Napoli forse per certi aspetti sta messo meglio...

dai, la speranza non è mai l'ultima a morire.

Mezzos@ngue said...

Caro TopGun sono stato molte volte a Roma Fiumicino ed ho avuto brutte esperienze con il controllo bagagli a mano, eseguito dalla polizia. Ho visto delle poliziotte trattare male donne straniere, ostinandosi a parlare in Italiano in un aeroporto internazionale e per giunta della capitale di una nazione.

A Napoli non so perché ai check in lavorano dei dipendenti dell'aeroporto mentre in ogni altro aeroporto ci sono dipendenti dell'operatore aereo, che ovviamente hanno maggiori motivazioni per trattare bene i clienti. Probabilmente questa modalitá é "imposta" da sovrasistemi mafiosi.

Le cose migliorano, ma sempre troppo tardi ed a costi che sono multipli di quelli reali.

TopGun said...

eh eh.
scoperchiamo il vaso di pandora delle imposizioni...non lo facciamo.
stattene nella tua arretrata Irlanda.

noi quì ce la caviamo sempre, come la nostra superiorità ci impone di fare.

Vincenzo said...

caro alfredo, come mai devo inserire la word verification per mettere un commento ? mi succede anche con il blog di bacco...

cqm l'aeroporto di di napoli deve chiudere...

Vincenzo

Mezzos@ngue said...

Ciao Enzo, é un rimedio contro lo spam!
No l'aeroporto non deve chiudere, altrimenti come torniamo a casa?
Semmai occorre ingrandirlo o aprirne un altro in Campania! ;)

Vincenzo said...

alfre. devono chiudere aprire un bell' aeroporto.

Vincenzo

TopGun said...

con un pò di programmazione ci si sarebbe adoperati per ampliare questo che sta in una buona posizione.
invece intorno sono solo cresciuti palazzi senza criterio...

ordinaria disamminstrazione.

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