Tuesday, June 22, 2010

La "trappana all'aeroporto". Riflessioni dopo una vacanza. Episodio 2

Secondo post della saga "Riflessioni dopo una vacanza". Il post precedente racconta un episodio che prende vita all'aeroporto di Napoli Capodichino. Il secondo racconto riguarda una vicenda parallela avvenuta nello stesso luogo e nello stesso momento.

A chi non avesse letto l'episodio precedente, raccontato ieri, consiglio una veloce lettura prima di accingersi a deliziarsi con questo odierno.

Mentre ero in coda per il mio check in sulla mia sinistra noto un simpatico impiegato al banco del check in 36. Sono in aeroporto, in attesa di imbarcarmi per il mio volo di ritorno verso Dublino con Aerlingus. Il mio banco di check in è il numero 37, anzi 37 e 38 insieme.
Al numero 36 c'è la coda per un volo Alitalia, i viaggiatori sono assistiti da questo simpatico signore dell'età di 40 anni ad occhio e croce.

La coda è molto breve, eppure lui si agita. Sembra annoiato, dopo ogni bagaglio taggato e dopo aver consegnato la carta di imbarco al relativo viaggiatore pronuncia le fatidiche parole "avanti il prossimo". Ogni tanto ricorda d'essere in un aeroporto ed utilizza l'inglese e la parola "next", dopo essersi rivolto urlando almeno 3 volte ad un passeggero straniero in italiano. Il signore è ansioso, ha voglia di far presto, alza un pò la voce. Non è un dipendente Alitalia bensì dell'aeroporto. A Napoli sembra i check in non siano affittati alle compagnie, è l'aeroporto a gestirli. Ovviamente per i consumatori sarebbe meglio essere assistiti dalla compagnia aerea, essendo interessata a soddisfare i propri clienti molto di più dell'aeroporto che si "pappa" le tasse aeroportuali ad ogni modo ed è vicino ad un livello di utilizzo di saturazione.

Ad un certo punto arriva un gruppetto di stranieri, lui si scalda. "Hai capit.. , the gate is number ...", alle domande dei viaggiatori lui risponde senza passione, irritato. Sembra si stia chiedendo come mai ci siano cosi tanti passeggeri che non parlano italiano.

Una ragazza di colore non sente chiamare il prossimo, lui urla "iamm bell , Naomi Campbell!" . Io resto scioccato. Il cognome della famosa modella viene pronunciato "camp"- "bbell", con l'accento sulla doppia B ed una pausa tra "Camp" e "bell". Che teatralità!

Per chi non conoscesse il napoletano, iamm bell  è una esclamazione equivalente grosso modo a suvvia, presto!

La ragazza non se ne rende conto, o forse fa finta. Io mi sarei offeso al posto suo, visto che è alta ma un pò rotonda. Riferirsi a lei in questo modo è un pò ironico, visto che Naomi Campbell è una modella alta e senza un filo di grasso. Probabilmente l'uomo ha pensato solamente al colore della sua pelle e non al contrasto tra la sua figura e quella della modella.

A questo punto della storia c'è una sorpresa, un cambiamento di ruolo. Il simpatico birbante diviene vittima. Una ragazza abbastanza giovane e con due occhiali dalle lenti spesse almeno un centimetro ed un passeggino con un bel bambino arriva al check in. Non è molto alta, i suoi jeans sono fin troppo attillati e per giunta troppo lunghi di gamba, finiscono sotto il tacco delle sue scarpe da ginnastica per qualche centimetro.

Solleva il bagaglio con gran fatica, come se pesasse mezzo quintale. Lo schermo mostra il peso, 37,4 kg! Ecco perchè tanta fatica! L'uomo strilla, "anima ra maronn!, questo è illegale, il limite è 20 kilogrammmi!" La ragazza si scusa, chiede se può togliere qualcosa dal bagaglio, l'impiegato consiglia di tagliarlo a metà, ma che spiritoso!

La ragazza si sposta, si ferma ad un paio di metri dal check in e bestemmia. Arriva una signora molto grassa ma vestita con abiti molto attillati. E' la madre di questa ragazza, alla quale la figlia dice: "te l'avevo detto che mi hai dato troppe cose da portar con me, ora devo togliere tutto dal bagaglio". Aprono il bagaglio, fuoriescono tre bottiglie d'olio, una busta piena di formaggi che a vista credo pesi almeno 5 kilogrammi. La madre si oppone, "no, devi prenderti queste cose". La figlia non vuole, comincia un litigio. "Ma non ti rendi conto del fatto che devo togliere 17 kilogrammi dal bagaglio?!". La signora risponde "chill è nu STRUNZ!, riciangell!", ovvero "quell'uomo è uno stronzo, diglielo!". Non c'è bisogno, almeno 50 persone l'han sentito, incluso il signore che però non reagisce. Lei lo ripete almeno altre 4 volte, aggiungengo delle bestemmie.

La ragazza torna al check in e si scusa per il comportamento di sua madre, l'uomo è mortificato, continua a non reagire e le dice addirittura che è suo diritto chiedere alla compagnia spiegazioni sul limite di peso del bagaglio, lei risponde dicendo che si fida di lui. Il suo atteggiamento è cambiato, non è più spiritoso, è divenuto umile e gentile, anche troppo. Si scusa addirittura e le lascia passare un paio di kilogrammi.

Praticando lo zoppo si impara a zoppicare. Il mondo a volte è una jungla, anche i migliori perdono la pazienza e diventano uguali ai propri carnefici. Forse il signore è stato in passato una persona gentile, o forse la signora, ma la vita li ha cambiati. Qualcuno non cambia, è vero, ma la maggioranza si adatta, si imbarbarisce.

Per ottenere rispetto a volte non bastano le buone abitudini, occorre la violenza verbale. Di qui alla violenza fisica il passaggio ha un gradino in meno, ecco perchè certe zone sono in condizioni sociali poco piacevoli.

Questa è la lezione che ho imparato negli anni. Le vittime sono tutti i protagonisti di questa storia, nessuno vince, tutti perdono.

9 comments:

TopGun said...

forse gli stranieri continuano a venire per questo, perché si divertono a vedre queste scene drammatiche che per loro sono forse pittoresche?

boh!

Mezzos@ngue said...

Forse pensano che sia una messa in scena? Una scenata organizzata dal proprio tour operator?

Quello su cui voglio riflettere è il perchè non ci sia nessun responsabile a controllare la professionalità dell'impiegato ed allo stesso tempo il suo diritto a non essere insultato quando stà semplicemente eseguendo ordini stabiliti dalla compagnia aerea vettore del bagaglio che stà accettando dalla signorina.

bacco1977 said...

in Italia chiunque ha un po' di potere, dietro ad un bancone, te lo fa pesare. Se puo' influenzare 30 minuti della tua vita, in negativo , lo fara'. poi quando arriva quello piu' prepotente, abbassano lo sguardo.
Che paese di merda.
Solo i violenti ed i maleducati vanno avanti.

Mezzos@ngue said...

Bacco hai colto il senso delle mie osservazioni. Si va avanti in questo modo, con la violenza verbale o fisica, con la maleducazione e l'abuso di potere.

TopGun said...

Ciacchiere al vento...

Mezzos@ngue said...

Raccontiamo TopGun, è quello che ci resta. Riflettere ed esprimersi.

Ci sono altri racconti in cantiere...

Vincenzo said...

invece di imbarbarisce io direi si incafonisce o intamarrizza...

sto muorendo dalle risate. grazie di esistere alf....

continuo a dire che l'aeroporto di napoli deve chiudere..!!!

enzo

Mezzos@ngue said...

Grazie Enzo! ;)

Gabriele Massari said...

Forti con i deboli, deboli con i forti.

Andrebbe scritto sul tricolore...

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