Wednesday, May 5, 2010

Economia Irlandese - Maggio 2010


La commissione Europea prevede l'Economia Irlandese crescerà del 3% nel 2011 mentre il 2010 chiuderà con una leggera contrazione del PIL.

Per chi vive in Irlanda il termine che nessuno riesce a togliersi dalla mente è probabilmente NAMA, l'agenzia che il governo ha fondato per gestire l'ammasso di crediti per i quali gli istituti bancari riscontrano difficoltà di recupero. I prestiti vengono spostati dai libri correnti bancari all'agenzia con uno sconto contro il valore nominale degli stessi che varia tra il 30-35% ed il 50-58% come nel caso di Anglo Irish Bank ed Irish Nationwide

Il sentimento tra i contribuenti è unico e condiviso, rabbia e delusione. Un gruppo di banchieri senza scrupoli e con evidenti segni di megalomania ha messo in ginocchio un paese una volta definito Celtic Tiger per via della crescita rapida della propria economia.

Come spesso accade la rabbia porta ad essere troppo pessimisti ed alla paura. E' cosa certa il fatto che non ci sarà un boom economico come quello terminato nel biennio 2007-2008, ma è altrettanto certo che quello non fosse un livello sostenibile di crescita. Il paese dovrà farsi carico dello scempio lasciato in eredità da un sistema bancario troppo generoso nell'elargire credito ma bisogna non lasciarsi confondere dalla rabbia ed il rifiuto di una tale ingiustizia. L'Irlanda ha tutti i presupposti per ritornare a crescere.


Il denaro pubblico necessario a ricapitalizzare le banche terrà il rapporto deficit\PIL al di sopra l'obiettivo del 3% stabilito a livello europeo, il debito pubblico crescerà, ma non dimentichiamo che oggi è attualmente al 64% del prodotto interno lordo, una percentuale molto bassa tra i paesi industrializzati. Pochi anni fa la figura era sotto il 30% ed è facile provare un senso di disgusto nei confronti degli uomini e le istituzioni che hanno causato la sua crescita, ma allo stesso tempo occorre guardare l'altra faccia della medaglia. Un debito di questo livello non spaventa gli investitori, il paese raccoglie facilmente capitali sui mercati privati. Il debito probabilmente non supererà il 90% nel suo picco e dal quel momento comincerà a ridursi.

Alcuni paesi dell'Unione Europea siedono oggi, ancor prima di uscire dalla crisi su debiti pubblici al di sopra del 100%, l'Italia intorno al 120%. Questo lascia poco spazio di manovra ai governi locali ed incertezza per il futuro.

Il futuro è la parola chiave e l'elemento su cui concentrarsi. E' inutile piangere sul latte versato, anche se in questo caso è stato versato da altri e ciò provoca sconforto.

Concentrandosi sui numeri oggi non è una follia sostenere che l'Irlanda, come sistema paese, ce la possa fare a riprendersi. La disoccupazione non calerà di molto nei prossimi 18 mesi, i settori più colpiti dalla recessione, primo fra tutti l’edilizia, non riassorberanno velocemente gli esuberi, mentre, elemento altamente positivo, i settori a forte livello di istruzione hanno un futuro roseo, con un ritorno alla crescita probabilmente già iniziato.

L’Irlanda è ancora vista come uno dei luoghi ideali dove fondare aziende per la ricerca e lo sviluppo tecnologico.

Le finanze pubbliche prenderanno la via del risanamento quando l'economia riprenderà a crescere, anche ad un modesto ritmo, se comparato alla crescita durante il boom, del 3 - 4%. Nei prossimi 3-5 anni il debito pubblico aumenterà e gli interessi sul debito con esso, assorbendo una fetta delle entrate tributarie, tuttavia il relativamente basso livello di indebitamento fungerà da cuscino in questa fase, consentendo come già detto flessibilità di movimento; questo è un elemento rassicurante per il domani.

Se oggi il paese partisse da un rapporto debito\PIL superiore al 100% io avrei fatto già le valigie e consiglierei a molti di farle. Fortunatamente esistono invece i presupposti necessari alla crescita. L'economia è flessibile, la tassazione del reddito per le imprese è bassa e favorisce gli investimenti delle grandi aziende mondiali che han bisogno di stabilire i propri quartier generali in Europa per la gestione dei propri interessi nel vecchio continente.

E' piuttosto semplice e relativamente veloce stabilire una attività economica in questo paese. Le procedure sono snelle e chiare ed il personale degli uffici pubblici molto cordiale. Le infrastrutture sono in continuo miglioramento, favorendo lo sviluppo di aree dove il costo del lavoro e delle strutture è minimo. Il costo del lavoro è calato mentre la produttività viceversa è cresciuta. I canoni di affitto commerciali si sono ridimensionati, il costo dell'energia è in calo, il trasporto pubblico tra grandi città migliora a vista d'occhio riducendo le distanze in termini relativi, promuovendo gli spostamenti di uomini e merci.

Le attività criminali non ostacolano lo sviluppo delle aziende e la popolazione è altamente istruita. Esiste un know how acquisito da questo paese che non è andato perduto. Costituisce un tesoro prezioso, è la chiave per la svolta.

Non sarà per niente facile per coloro i quali lavorano in settori a basso livello di istruzione, che sia ben chiaro. Questo paese si pone come obiettivo e modello quello di una smart economy, quindi il restare o meno o la convenienza nello spostarsi in Irlanda dipende oggettivamente dal proprio bagaglio culturale e dall'esperienza lavorativa acquisita fino ad oggi. Chi scrive ha la fortuna di far parte della forza lavoro di un settore che promette bene per il futuro, quello tecnologico.

Che dire..

Forza Irlanda!



14 comments:

bacco1977 said...

3% nel 2011 e' una cifra pazzesca.
Bisognera' vedere a quanto ammontera' il debito a fine 2011.

Mezzos@ngue said...

Se consideriamo il GNP alla fine del 2009 era al 64%, considerando il GDP invece scendiamo a poco più del 50%.

Consiglio la visione di questo grafico, parla da se

Ecco il link

Joan said...

Davvero speriamo bene! Sarei davvero contentissima se le cose si mettessero meglio, questa crisi è ciò che mi ha tenuta lontana :(

Mezzos@ngue said...

Speriamo la crisi in Grecia non distrugga tutto. La paura é un effetto domino in altri paesi, primo fra tutti Spagna, ma anche l'Italia. Se il costo dei bond governativi sale sono guai per l'Irlanda. Dobbiamo ringraziare i governi che hanno agito egoisticamente. La Grecia ha nascosto per anni i dati reali del proprio deficit ed oggi non riesce a racimolare fondi sui mercati finanziari, avendo perso la fiducia degli investitori.

TopGun said...
This comment has been removed by the author.
TopGun said...

"Il futuro è la parola chiave e l'elemento su cui concentrarsi.
E' inutile piangere sul latte versato, anche se in questo caso è stato versato da altri e ciò provoca sconforto."

Lo sconforto è doppio visto da casa nostra.
Perché non si intravede la più pallida inversione di tendenza...

Mezzos@ngue said...

TopGun quello é il problema in Italia, non cambia niente. Se cambia qualcosa, spesso solo in peggio

pedro said...

l'estate è alle porte, il gran caldo ha investito la grecia, con alte temperature, soprattutto per chi è in strada.
spagna, portogallo e italia sono le prossime nazioni che potrebbero essere investite da questa ondata di calore.
qualche previsione dice che anche in irlanda, quest'estate potrebbe fare particolarmente calda.

c'è il rischio che molta gente, visto il gran caldo, scenda in strada, cercando refrigerio.
chissà, vedremo, se il vento della grecia soffierà il caldo un pò ovunque

Mezzos@ngue said...

Pedro la situazione spaventa, fa paura. Silvio peró ha trovato la soluzione, secondo lui le agenzie di rating "vanno controllate" .

pedro said...

non sono un esperto, le agenzie di rating non le ho mai seguite, quando mi venivano citate dai consulenti delle banche, prima di un investimento, storcevo sempre il naso.
chi sono queste società(private) che giudicano altre società(private o nazioni anche, non lo sapevo), ma soprattutto banche?
se lavoro da un paio di anni ti fai un'idea di come funziona, anche per una semplice verifica interne, per un controllo qualità, arriva sempre 'una voce' che anticipa che ci sarà qualcuno, che bisogna 'prepararsi'...

tutto questo per dire...a chi dobbiamo credere?
in un paio di anni, il sistema che ci ha governato si è ritrovato a gambe all'aria.
banche insolventi, governi indebitati ed in bancarotta, agenzie di consulenza che 'dimenticano' di informare.
in questo mettici i media che danno le informazioni che gli vengono passate e noi, come facciamo a capirci qualcosa?
in grecia chi sciopera?
non certo chi è alla fame, come era successo in argentina.
scioperano i lavoratori che dovranno stringere la cinta.

che è giustissimo, perchè siamo noi che lavoriamo che veniamo presi in giro da tutti.
per questo mi auguro tanto caldo, diffuso, in eu, in ogni nazione.
il caldo sta arrivando, la gente è pronta?

TopGun said...

certo che vanno controllate.
sono troppo indipendente.
senza controllo potrebbero dire qualcosa che non piace.

io mi auguro che tra qualche tempo, non verrà a galla un buco più grande di quello della grecia.
tremorti è creativo però, non come il collega greco che s'è fatto scoprire.

in giulio we trust!

Mezzos@ngue said...

Pedro le agenzie di rating qualificano la soliditá finanziaria di un sistema, dobbiamo crederle e come. Quello che dice Silvio é che dovrebbero essere zittite, far finta che la Grecia sia in attivo e senza debiti e che non abbia mentito, cosi la crisi non sarebbe iniziata.

Peccato che le bugie hanno sempre le gambe corte ed in questi casi i guai ritornano sempre, con una sola differenza, piú grandi. Tutte le aziende e tutti i paesi in crisi lo sono per il comportamento scorretto degli organi di governo. Se avessero rispettato le normali regole del buon senso finanziario non ci sarebbero stati problemi.

L'Irlanda é inclusa, con il regolatore finanziario ed i governi lascia far tutto del Fianna Fáil. Ti parla uno che ne sa abbastanza di finanza, fidati

Mezzos@ngue said...

Concordo sul fatto che chi lo prende in quel posto é sempre lo stesso gruppo, quelli che lavorano tutta la vita per uno stipendio che ti fa solo sopravvivere!

bacco1977 said...

@pedro

L'irlanda e' esposta per el banche, le azioni correttive stanno avendo gli effetti desiderati sul bilancio del paese.
resta l'incognita NAMA.
Se nama raccoglie solo il 30% dell'assett la situazione rientrera' in 5/6 anni.

consiglio a tutti di leggere l'ultimo post di pedro.

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